giovedì 22 aprile 2010

Dottrine datate.

«Forse, forse senza la conoscenza l'uomo non è niente, ma la conoscenza fina [sic] a se stessa è priva di sapienza; forse Ulisse può battere la tartaruga, ma senza conoscenza non c'è vera tartaruga. Quindi Ulisse è solo nella corsa e forse nella corsa perde la sua sapienza e resta il niente, il puro niente, niente, scrive Hillman, senza tartaruga e senza conoscenza fina [sic] a se stessa».

(Corrado Guzzanti, dalla gag Gabriele La Porta in L'Ottavo Nano, 2001)

martedì 20 aprile 2010

L'arte dell'oblio

«Spensi la musica. Arrivò il silenzio. Ci sono diversi tipi di silenzio, ognuno determinato da una serie di caratteristiche: la densità, il rumore di fondo, se la sua intrusione è brusca o graduale, il tipo di pensieri con i quali ci si addentra nel silenzio, lo stato d'animo, se si tratta di un silenzio desiderato, in cui potersi rifugiare, o un silenzio imposto, per alimentare un dolore come quello di un lutto.»

(Carlos Blanco, Tantos nombres olvidados, 2002)

giovedì 15 aprile 2010

The Swelling Goes Down.

«Leave me dreaming on the bed
see you right back here tomorrow
for the next round».

(da Pierrot The Clown, 'Meds', Placebo, 2006)

mercoledì 14 aprile 2010

Cataluña (?)

«Non è difficile, dopotutto, inferire di che stanno parlando, perché i catalani parlano sempre della stessa cosa, a dire, del lavoro. Appena si ritrovano due o più catalani, ciascuno racconta del suo lavoro con gran ricchezza di dettagli. Con sette o otto termini (esclusiva, commissione, cartella degli ordini, e pochi altri) imbasticono un dibattito tra i più movimentati, che può durare all'infinito. Non c'è sulla Terra gente più affezionata al lavoro dei catalani. Se solo sapessero fare qualcosa, diventerebbero i padroni del mondo.»

(Eduardo Mendoza, Nessuna notizia di Gurb, 1992)

lunedì 12 aprile 2010

Autocoscienza.

«Colpevole in primo luogo perché sono più intelligente di tutti quelli che mi circondano. (Mi sono sempre considerato più intelligente di tutti quelli che mi circondavano, e talvolta, lo credereste?, me ne vergognavo perfino. Per lo meno, per tutta la vita ho guardato un po' di sbieco e non ho mai potuto fissare la gente dritto negli occhi.) Infine, colpevole perché se anche in me ci fosse della magnanimità, avrei solo maggior tormento per la consapevolezza di tutta la sua inutilità».

(Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo, 1864)

«Ma l'argomento principale e definitivo è che tutto ciò accade per le normali e fondamentali leggi della coscienza ipertrofica e per l'inerzia che da quelle leggi direttamente deriva, e di conseguenza qui non solo è impossibile trasformarsi, ma semplicemente non c'è niente da fare».

(Fëdor Michajlovič Dostoevskij, ibidem)

sabato 10 aprile 2010

Spasso trentino.

«Tam pro papa quam pro rege
bibunt omnes sine lege.
Bibit hera, bibit herus,
bibit miles, bibit clerus,
bibit ille, bibit illa,
bibit servus cum ancilla,
bibit velox, bibit piger,
bibit albus, bibit niger,
bibit constans, bibit vagus,
bibit rudis, bibit magus,
Bibit pauper et aegrotus,
bibit exul et ignotus,
bibit puer, bibit canus,
bibit praesul et decanus,
bibit soror, bibit frater,
bibit anus, bibit mater,
bibit ista, bibit ille,
bibunt centum, bibunt mille».

(in In taberna quando sumus, 'Carmina Burana', Anonimo, sec. XIII)

lunedì 5 aprile 2010

Un frequente rimprovero.

«‘Certo, sì, sì!,’ rispose Nasten'ka ‘proprio così. Sentite, però voi, sapete raccontare meravigliosamente, ma non è possibile raccontare in modo meno meraviglioso? Sembra che parlate come un libro stampato’».

(Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Le notti bianche, 1848)