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giovedì 19 giugno 2008

Del prendersela coi giovani

«In un'epoca in cui l'insofferenza degli anziani per i giovani e dei giovani per gli anziani ha raggiunto il suo culmine, in cui gli anziani non fanno altro che accumulare argomenti per dire finalmente ai giovani quel che si meritano e i giovani non aspettano altro che queste occasioni per dimostrare che gli anziani non capiscono niente, il signor Palomar non riesce a spiccicare parola».

(Italo Calvino, Palomar, 1983)

domenica 25 maggio 2008

Per un romanticismo concreto ma con fantasia

«E comprendevo l'impossibilità contro la quale urta l'amore. Noi ci figuriamo che esso abbia come oggetto un essere che può star coricato davanti a noi, chiuso in un corpo. Ahime! l'amore è l'estensione di tale essere a tutti i punti dello spazio e del tempo che ha occupati e occuperà. Se non possediamo il suo contatto con il tale luogo, con la tale ora, noi non lo possediamo. Ma tutti quei punti non possiamo toccarli. Forse, se ci venissero indicati, potremmo arrivare sino ad essi; ma noi procediamo a tentoni senza trovarli. Di qui la diffidenza, la gelosia, le persecuzioni. Perdiamo un tempo prezioso su di una pista assurda, e passiamo senz'accorgercene accanto alla verità»
(Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto - La prigioniera, 1923)

«I took my love down to Violet Hill,
there we sat in snow.
All that time she was silent still.

So if you love me,
won't you let me know?»
(da Violet Hill, Coldplay, 2008)

«C'è un verso di Dante nel Purgatorio  (XVII, 25) che dice: «Poi piovve dentro a l'alta fantasia». La mia conferenza di stasera partirà da questa constatazione: la fantasia è un posto dove ci piove dentro.»

(Italo Calvino, Le lezioni americane, 1988)

lunedì 19 maggio 2008

Giusto per capire

«Il signor Palomar decide che d'ora in poi farà come se fosse morto, per vedere come va il mondo senza di lui. Da un po' di tempo s'è accorto che tra lui e il mondo le cose non vanno più come prima; se prima s'aspettassero qualcosa l'uno dall'altro, lui e il mondo, adesso non ricorda più cosa ci fosse da aspettarsi, in male o in bene, né perché questa attesa lo tenesse in una perpetua agitazione ansiosa».

(Italo Calvino, Palomar, 1983)

venerdì 2 maggio 2008

Quello che manca

«Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane».

(Italo Calvino, Il visconte dimezzato, 1951)

giovedì 17 aprile 2008

Rinuncia al Lato Oscuro della Forza

«E Polo: - L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.»

(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)