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lunedì 12 aprile 2010

Autocoscienza.

«Colpevole in primo luogo perché sono più intelligente di tutti quelli che mi circondano. (Mi sono sempre considerato più intelligente di tutti quelli che mi circondavano, e talvolta, lo credereste?, me ne vergognavo perfino. Per lo meno, per tutta la vita ho guardato un po' di sbieco e non ho mai potuto fissare la gente dritto negli occhi.) Infine, colpevole perché se anche in me ci fosse della magnanimità, avrei solo maggior tormento per la consapevolezza di tutta la sua inutilità».

(Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo, 1864)

«Ma l'argomento principale e definitivo è che tutto ciò accade per le normali e fondamentali leggi della coscienza ipertrofica e per l'inerzia che da quelle leggi direttamente deriva, e di conseguenza qui non solo è impossibile trasformarsi, ma semplicemente non c'è niente da fare».

(Fëdor Michajlovič Dostoevskij, ibidem)

lunedì 5 aprile 2010

Un frequente rimprovero.

«‘Certo, sì, sì!,’ rispose Nasten'ka ‘proprio così. Sentite, però voi, sapete raccontare meravigliosamente, ma non è possibile raccontare in modo meno meraviglioso? Sembra che parlate come un libro stampato’».

(Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Le notti bianche, 1848)