«Ma no, — mi rispose, — quando un animo è portato al sogno, non bisogna tenerglielo lontano, razionarglielo. Finché distoglierete il vostro animo dai suoi sogni, esso non li conoscerà; sarete il trastullo di mille apparenze perché non ne avrete compreso la natura. Se un po’ di sogno è pericoloso, quel che ce ne guarisce non è il sognar meno, ma di più, è tutto il sogno. Bisogna conoscere interamente i propri sogni per non soffrirne più; c'è una certa separazione fra il sogno e la vita che è spesso così utile fare che mi domando se non si dovrebbe in ogni caso effettuarla preventivamente, come certi chirurghi sostengono che sarebbe necessario, per evitare la possibilità di un'appendicite futura, togliere l'appendice a tutti i bambini».
(Marcel Proust, All'ombra delle fanciulle in fiore, 1918)
«Chi ci aviti di taliari, 'un aviti autru a cui pinsari
almeno un pocu di chiffari
"Itavinni a travagghiari" vannìa 'n vecchiu indispettitu,
"avemu u picciu arreri o vitro".
Jù ci dicu "m'ha scusari, chista è la me casa e staju unni me pare".»
«Lo infastidiva ogni previo cerimoniale, ogni tappa di persuasione. Quel tipo di contatto dovrebbe essere automatico. Un uomo guarda una donna e la donna dice sì o no. E alla rovescia. Tutto il resto è cultura.»
«What makes you think I'm enjoyin' being let to the flood?
We got another thing comin' undone
and it's takin' us over.
We don't bleed when we don't fight».