giovedì 5 marzo 2009

Per Stefano

 «La possibilità immediata d'una riconciliazione aveva soppresso quella cosa della cui enormità noi non ci rendiamo conto: la rassegnazione. I nevrastenici non possono credere a chi li assicura che riusciranno quasi a calmarsi rimanendosene a letto senza ricevere lettere, senza leggere giornali: si figurano che un regime simile non farà altro che esasperare il loro nervosismo. Allo stesso modo gli innamorati, considerando la rinuncia dall'interno d'uno stato d'animo contrario, non avendo ancora cominciato a sperimentarla, non possono credere al suo potere benefico».

«Quando si ama, l'amore è troppo grande perché possa trovar posto tutto quanto in noi; s'irradia verso la persona amata, incontra in lei una superficie che lo arresta, lo costringe a tornare verso il punto di partenza, e questo rimbalzo della nostra stessa tenerezza noi lo chiamiamo i sentimenti dell'altro, lo troviamo tanto più dolce di quanto fosse all'andata, perché non sappiamo che proviene da noi».

«Con le donne che non ci amano, come con i dispersi, sapere che non si ha nulla da sperare non impedisce di continuare ad attendere. Si vive in agguato, in ascolto».

(Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto - All'ombra delle fanciulle in fiore, 1919)

2 commenti: